Buona la Prima dei Liceali Doc


I video inediti di “Liceali Doc: Fare documentari a scuola” proiettati per la prima volta al Cinema dei Cappuccini.

 Con la grande partecipazione di alunni, genitori e personale del Liceo Rambaldi – Valeriani – A. da Imola il 16 dicembre scorso si è conclusa l'esperienza di Liceali Doc. Tre classi dello scientifico coinvolte nella realizzazione di due documentari su Imola, un lavoro da ufficio stampa e social media manager dell'iniziativa: sono questi i risultati raggiunti dal progetto CinemaScuola LAB, finanziato da Miur e Mibact, con cui per la prima volta si è cimentato il nostro Istituto.

Nei saluti iniziali, il Dirigente Scolastico, prof. Paolo Nardiello, introdotto dal moderatore della serata Giorgio Conti, ha messo in evidenza come questo percorso sia stato possibile grazie alle sinergie, alla collaborazione tra tutor, docenti e famiglie, e all’apertura del Liceo alla città.

 La prof.ssa Barbara Marabini, referente di Liceali Doc, ha sottolineato come fare squadra e riconoscere i talenti siano le peculiarità di una scuola sempre più attenta alle tecnologie e alle metodologie didattiche incentrate sul learning by doing.

Mirella Carrozzieri ha illustrato alla platea la partnership progettuale e formativa con la D.E-R (Associazione Documentaristi Emilia-Romagna) evidenziando quanto in un paese evoluto sia fondamentale promuovere e trasmettere cultura non solo per principio, ma perché questa può essere il motore di un’economia che produce posti di lavoro.

 Spazio poi ai documentari. Il primo della 4A, dal titolo “In medio stat Imola”, è un vero e proprio viaggio alla scoperta dell'identità culinaria, dialettale, folkloristica, storica della nostra città a partire dalla provocatoria domanda: ma Imola è in Emilia o in Romagna? Cosa sono i confini e come influiscono? Chi ha visto il video conosce già le risposte!

 La 4B, il cui percorso è stato invece incentrato sul documentario interattivo, ha mostrato come è possibile narrare e conservare la memoria dell’Osservanza e degli altri manicomi di Imola. “La città dei matti” (visibile sul sito www.cittadeimatti.it) raccoglie le testimonianze degli ex infermieri che hanno vissuto e lavorato per decenni in quelle realtà oramai rimosse dall’attuale identità della città. Un lavoro in progress che sarà integrato da ulteriori preziosi materiali recuperati durante la ricerca degli studenti.

 

Senza la promozione culturale sui social network, la stampa locale e la radio la cittadinanza non avrebbe imparato ad apprezzare le tematiche dei documentari. Né avrebbe partecipato all'evento. Con queste premesse Albina Sodo ha introdotto la 3A evidenziando uno dei meriti di Liceali Doc, ovvero, quello di aver proposto un uso consapevole degli ambienti digitali. Ed è proprio lo smartphone il filo conduttore del video di backstage con cui gli studenti hanno mostrato errori, risate, riprese, interviste dall'inizio del percorso ad oggi.

 Si può dare impulso al territorio con la poesia? Secondo Luca Gamberini, influencer della parola su Instagram, sì. Ognuno ha la sua Bologna ideale e a volte uno scatto, un verso ci mostrano una realtà finora sconosciuta. Il poeta bolognese ha regalato alla nostra scuola un suo componimento.

 Cosa resta di Liceali Doc? Di sicuro l'impegno dei nostri alunni alle prese con le esposizioni dei lavori davanti a un pubblico numeroso, la curiosità di confrontarsi, anche dopo le proiezioni, sulle immagini dei documentari, l'entusiasmo di chi ha compiuto e donato qualcosa di nuovo per la propria scuola e per la propria città.